Con il termine pedodonzia si indica il settore dell’odontoiatria specializzato nella cura dei denti dei bambini. In età pediatrica, per ottenere un risultato di successo la competenza medica deve essere associata a due fattori fondamentali: l’adozione di un approccio psicologico adeguato e l’impegno a un’accurata prevenzione delle patologie.
In pedodonzia, la prevenzione rappresenta più che mai un aspetto fondamentale.
Eseguire una corretta igiene dentale e la cura precoce delle carie è essenziale per mantenere la salute del cavo orale. Talvolta si tende a sottovalutare l’importanza delle cure dentali in età pediatrica data la presenza dei denti decidui (da latte), destinati alla permuta e dunque considerati meno preziosi. Questa convinzione è erronea e può favorire precoci disturbi dentali e gengivali.
Le lesioni cariose dei denti da latte possono rappresentare un pericolo anche per i denti permanenti: le carie profonde, infatti, possono danneggiare i denti permanenti.
Inoltre, l’estrazione prematura dei denti decidui, può creare problemi di incarceramento dentale, poiché non vengono mantenuti correttamente gli spazi necessari ad accogliere i futuri elementi permanenti, a meno che non venga messo un mantenitore di spazio, fino a quando il dente permanente non erompa in arcata.
Educare i bambini a svolgere un’accurata pulizia dentale, accompagnata da sane abitudini alimentari, costituisce la premessa più importante per la salute orale.
L’odontoiatra ha il compito di fornire al piccolo paziente e ai genitori tutte le informazioni sull’igiene orale relative alla prevenzione e alla rimozione della placca batterica e al corretto utilizzo dello spazzolino. Le sedute di controllo, permetteranno di verificare nel tempo lo stato di salute di denti e gengive.
Un altro scopo fondamentale della pedodonzia è quello di valutare le funzioni occlusali allo scopo di intercettare eventuali disallineamenti dentali o alterazioni scheletriche a carico mandibolare o mascellare.
Queste anomalie, scoperte tempestivamente in fase di crescita, possono essere risolte più facilmente grazie all’ausilio di apparecchi ortodontici precoci, evitando il ricorso a successive pratiche invasive quali estrazioni o interventi di chirurgia ortognatica. Infine è fondamentale effettuare una visita già all’età di 5-6 anni, da ripetersi ogni 6 mesi, per controllare la salute dentale, gengivale e le relazioni occlusali tra mascellare e mandibola.
In pedodonzia profilassi, sigillature, fluoroterapia, piccole otturazioni sono alla base della prevenzione e risoluzione dei problemi che possono colpire i denti dei nostri bambini. La via più semplice per crescere sani è non ammalarsi; purtroppo questo non è sempre possibile ma adeguati controlli, una dieta equilibrata e corrette tecniche di igiene possono certamente aiutare. L’odontoiatria infantile prevede terapie dentali come le sigillature, che come dice il termine, sono la chiusura mediante sottili vernici dei solchi e delle anfrattuosità dei denti che possono rappresentare zone ad alta ritenzione di placca e batteri e facilitare l’insorgenza di carie.
Nonostante siano destinati ad essere sostituiti da quelli permanenti definitivi, i denti decidui svolgono diversi ruoli fondamentali: consentono una corretta funzione masticatoria e fonetica, mantengono lo spazio e guidano l’eruzione dei denti permanenti e la crescita scheletrica; inoltre va segnalato che un’infezione dei denti da latte (decidui) può causare macchie e anomalie dello smalto nei denti permanenti.
Generalmente è consigliabile fare una prima visita intorno al terzo anno di età, con controlli successivi ogni sei mesi, man mano che la dentizione procede. Le visite vanno fatte con i genitori, in occasione per esempio di una loro visita di controllo o di una seduta di igiene orale, anche per prendere familiarità con la figura del dentista e con l’attrezzatura dello studio odontoiatrico. Vi verranno inoltre date informazioni riguardanti la corretta alimentazione e igiene orale del bambino, l’eventuale prescrizione di fluoro e la tempistica per intercettare eventuali disarmonie dentali e scheletriche.
L’applicazione topica di fluoro o la sua assunzione per via orale durante lo sviluppo dei denti, aiuta a prevenire la carie, rinforza la struttura dello smalto e riduce gli effetti dannosi della placca. È fondamentale personalizzare la fluoroprofilassi sia durante la gravidanza sia nei primi anni del bambino in base all’assunzione sistemica di fluoro, il cui bilanciamento è importante per evitare il rischio di macchie o difetti dello smalto dei denti permanenti, causati da un suo sovradosaggio.
Il fluoro è un sale minerale molto diffuso in natura: è presente nel suolo, nelle acque e in alcuni cibi (tè, pesce azzurro, verdure), ma la quantità che il nostro organismo ricava dagli alimenti è in realtà molto bassa, non superando il 40% del fabbisogno totale. Il fluoro, come il calcio e il fosforo, è essenziale per la formazione dei denti e delle ossa: circa il 99% del fluoro presente nell’organismo è localizzato infatti nei tessuti mineralizzati.
Lo smalto dentario, lo strato più esterno del dente, è formato per il 96% da minerali e per il 4% da sostanze organiche ed acqua. La parte minerale è rappresentata fondamentalmente da idrossiapatite la cui dissoluzione è chiamata demineralizzazione, la sua formazione remineralizzazione. In una bocca sana questi due processi si bilanciano. Quando c’è più demineralizzazione che remineralizzazione nel dente si producono cavità che le applicazioni topiche di fluoro possono prevenire favorendo la remineralizzazione dello smalto. La fluoroprofilassi professionale consiste quindi nella prevenzione della carie dentaria attraverso l’applicazionie topica di mascherine contenenti gel al fluoro.
Proprio come un’otturazione estetica convenzionale fatta su un adulto, è possibile riparare in un’unica seduta la frattura. La terapia è assolutamente indolore, talvolta senza neppure l’utilizzo dell’anestesia, e consiste nel regolarizzare i bordi frastagliati e irregolari della frattura e “incollare” il materiale da otturazione alla porzione di dente residuo. Se il dente traumatizzato è un definitivo, lo si tratterà con tecniche restaurative, equiparabili a quelle per gli adulti. Anche in un’eventualità del genere, il dentista pediatrico saprà trovare la giusta empatia per convincere il piccolo paziente a sottoporsi ai trattamenti, evitando di spaventarlo e mettendolo a suo agio.
Quando i solchi dei denti permanenti sono molto accentuati, spesso è molto difficile rimuovere i residui di cibo, anche dopo un accurato spazzolamento. Viene consigliata quindi l’applicazione di una resina liquida, generalmente bianca, per facilitare le procedure di igiene e prevenire l’insorgenza di lesioni cariose. La terapia è del tutto indolore in quanto prevede solamente l’aggiunta di materiale biocompatibile senza rimuovere in alcun caso lo smalto dentale sano.
Uno dei compiti del pedodontista è quello di insegnare al bambino, attraverso lo specchio , come lavarsi correttamente i denti. Gli spiegherà come tenere lo spazzolino, come effettuare il movimento corretto e gli rivelerà quali sono le sue zone specifiche sulle quali insistere. Questa fase è particolarmente interessante ed è utile anche ai genitori che, specie con bimbi piccoli, sono i diretti responsabili dell’igiene del bimbo e che, la maggior parte delle volte, si occupano di lavargli i denti o di assisterlo mentre lo fa da solo.
Tendenzialmente, una carie va sempre trattata, per evitare che degeneri. Nei bambini la valutazione permette un più alto margine di scelta: se è circoscritta alla dentina, non provoca dolore al piccolo paziente e il bimbo è in una fascia d’età in cui perderà il dente da latte per la crescita del definitivo, si può evitare di intervenire. Se, invece, il bambino è molto piccolo, la carie è in stato avanzato e, per la perdita dei denti da latte bisogna aspettare anni, allora è molto meglio curarla.
Il pedodontista, durante la prima visita, valuterà le condizioni della dentatura del bambino, delle sue gengive e di tutto il cavo orale. Soprattutto nei bimbi, infatti, è importante controllare che non ci siano infezioni a carico delle gengive che, se presenti, vanno curate tempestivamente.
Tendenzialmente, una carie va sempre trattata, per evitare che degeneri. Nei bambini la valutazione permette un più alto margine di scelta: se è circoscritta alla dentina, non provoca dolore al piccolo paziente e il bimbo è in una fascia d’età in cui perderà il dente da latte per la crescita del definitivo, si può evitare di intervenire. Se, invece, il bambino è molto piccolo, la carie è in stato avanzato e, per la perdita dei denti da latte bisogna aspettare anni, allora si può decidere di curarla.
Il dentista pediatrico si occupa di bambini ma anche di ragazzi in età pediatrica, fino ai 12 anni. È suo compito, quindi, diagnosticare eventuali disallineamenti, malocclusioni o problematiche gnatologiche a carico della dentatura ; in tutti questi casi ordinerà delle radiografie, per avere un quadro preciso della situazione e poter proporre un apparecchio ortodontico correttivo adeguato,prima che la malocclusione possa causare danni maggiori come una asimmetria facciale, dei problemi articolari (clik) o dei gravi problemi estetici,come la crescita eccessiva mandibolare, da trattare poi con la chirurgia maxillo-facciale (ortodonzia intercettiva precoce).
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